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Quanti passi ci vogliono per arrivare a Roma?

Da casa mia, dalla casa in cui sono cresciuta, nella bassa, che ora risplende di balloni di fieno, che profuma di erba tagliata e che soffoca di caldo afoso e denso. Noi, qui nella bassa, benediciamo il vento e i temporali, e tutto ciò che spezza la calura estiva. La grandine no, quella non la benediciamo mai. E neanche le zanzare.

La casa della mia infanzia è collocata a circa 100 metri da un argine, sotto il quale scorre il fiume Taro. Nel mio cognome è raccontato il luogo in cui vivo. Il mio cognome è una condizione, un moto da luogo, un’esortazione alla partenza.

Dall’argine fino a… 

Stavolta sarà fino a Roma.

Roma la più bella, l’incantatrice, Roma tutto, Roma al centro. Roma ti vengo a prendere. Seguendo la via Francigena, una via antica, che esige un movimento altrettanto antico. Il più lento di tutti, il più sincero. Partendo da casa mia, come si faceva una volta, varcando la porta di casa inizia la strada.

Io, le mie gambe, i miei piedi, il mio zaino. Un passo alla volta. 

Un movimento così diverso da quello che mi ha portato da una parte all’altra del globo.

Così lontano, così vicino. Bisogna andar lontano per tornare vicino, mi hanno detto

Questa volta sarà Italia, sarà la mia terra, sarà la mia lingua, sarà da casa mia.

Quanti passi ci vogliono per arrivare a Roma? Non lo so.

Ma adesso vado a vedere.


 

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