TAPPA 22: ACQUAPENDENTE -BOLSENA

Acquapendente – Bolsena

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Il mio regalo mi aspettava stamattina davanti alla Chiesa del Santo Sepolcro di Acquapendente.
Il mio regalo aveva un sorriso a 200 denti, la solita barba, e uno zaino in spalla. Il mio regalo ha due braccia, due gambe e due piedi e con questi due piedi camminerà con me. Andrea è un mio amico. Andrea è il mio regalo. È venuto da Milano. Ripercorre la Francigena – che ha vissuto l’anno scorso da Milano a Roma – per due giorni. Ci siamo conosciuti sul cammino di Santiago nel 2013, e non ci siamo più persi. È straniante, quasi irreale vederlo; un viso che sembra appartenere a un altro mondo a un altra dimensione.

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Da quanto tempo sono partita? Da quanto sono qui. Sono 21 giorni, sembrano 21 anni. Andrea, so che può sembrare assurdo, mi ricorda chi sono. Di cosa sono fatta. Di quando non ho lo zaino, di quando non cammino ore e ore, di quando ho più di due magliette, della mia storia, che è fatta di storia. Camminare riguarda esclusivamente il tempo presente, invece. Il passo è il tempo presente. Il passo è la lancetta dell’orologio. Mentre avanza guadagna spazio. È un tempo mobile. È un tempo strada. È un’unità di misura sincera, veritiera anche se vulnerabile, anche se zoppicante, talvolta.

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Quindi oggi il mio passo è accompagnato da quello di Andrea. Lui che sa e può camminare molto velocemente, lui che sa e può coprire lunghissime distanze, oggi cammina al mio tempo…alla mia unità di misura. Al mio tempo e al mio fianco. E già di questo gli sono grata. Non camminare sola…è incredibile, impensabile, sorprendente, facile. E poi ha portato mandorle e frutta secca e il sapone di Marsiglia, che il mio è finito. Io oggi mi sento molto debole, sono molto stanca e a volte mi sembra di cadere come quando si è ubriachi o febbricitanti. Però c’è Andrea. Che regalo.. Che regalo straordinario.

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La tappa non è difficile, in altre condizioni bisognerebbe bruciarla, ma 40 gradi non è che si gestiscono come ridere. È tutto un venire a patti con questa temperatura che è pazza furiosa; Ma alla fine arriviamo. A Bolsena ci aspetta il lago e ci facciamo il bagno e prendiamo il gelato e la birra e le lasagne la sera. E parliamo tanto ma stiamo anche in silenzio. E mi chiede spesso come sto, Andrea. Perché lo sa cos’è la Francigena. E io rispondo che sto bene. Ed è così, sto nel bene che lui mi vuole. Sto nel bene che gli voglio io.

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